Parlare di benessere in tutte le sue forme e non scrivere un post sui gatti sarebbe delittuoso. Il gatto è l’animale che rende possibile il contatto quotidiano tra umano e felino, pensateci la prossima volta che dovete dare un nome a un gatto e siete indecisi tra Micio e Fufi, poiché il gatto è un felino tanto quanto un leone e una tigre. Perfettamente al corrente di quanto l’umano sia poco evoluto sotto l’aspetto della telepatia, si rende necessario per il gatto avere un nome al quale rispondere nell’interazione con la nostra specie. È il felino stesso a trasmettervi il suo nome, sta a voi comprenderlo. Se il nome che gli avete dato è quello che lui stesso vi ha suggerito, vi risponderà, basterà trovare la giusta modulazione ricordando che i felini sono infastiditi dalla voce alta e dalle tonalità acute. Durante il primo incontro con lui, vi farà sapere come si chiama attraverso lo sguardo, è l’unico sforzo telepatico che vi chiede. Se non sarete in grado di individuare il suo nome, abbiate cura di attribuirgliene uno che abbia dignità e una storia positiva, i nomi portano con se delle vibrazioni.
Il gatto è una centralina di affetto e calore, il diffusore di autostima più prossimo all’umano, ancora prima di un altro umano, perché non giudica. Non esiste problematica che un gatto non sappia attutire almeno un po’ con la sua semplice presenza. Spesso si spinge fino al sacrificio di se stesso per salvare una situazione, e può rinunciare alla vita se il suo umano di riferimento viene a mancare. E’ seriamente coinvolto dalle attività che svolgete: la lettura di un libro, il bucato da stendere, il letto da rifare, l’armadio da riordinare, la tavola da apparecchiare, la lettura di un libro o di una rivista, la scrittura al computer, il suo interesse si spinge anche a comprendere il funzionamento di i-phone e i-pad.

Sono tantissimi i territori in cui si sperimenta, dalla caccia, al salto, a complicate operazioni di sincronismo che prevedono la coordinazione di entrambe le abilità. A volte anche un animale elegante, agile e perfettamente coordinato come lui può incontrare qualche esperienza fallimentare: è di fondamentale importanza non ridere mai davanti a una prova non perfettamente riuscita, in fin dei conti lui non vi giudica mai, nemmeno se non pagate il canone rai o vi vestite in modo improbabile. Un'altro motivo di frustrazione per il gatto è la coda che potreste inavvertitamente pestargli. Il gatto non solo non comprende il concetto: "mi dispiace" ma non si spiega come un animale che si reputa più evoluto di lui possa incorrere in errori così grossolani godendo tra l'altro di un punto di vista avvantaggiato rispetto al suo. Il gatto pensa di essere fatto di una sostanza simile all'acqua, ogni giorno mette alla prova la sua capacità di adattarsi a recipienti di differente forma e dimensione.

Un'altra peculiarità del gatto è quella di riuscire a smaterializzarsi, non di rado accade che pur cercandolo in tutta la stanza sia impossibile trovarlo e improvvisamente appaia in uno dei punti dove avete guardato più volte.
Gli egizi lo veneravano fino al punto di effettuare dei veri e propri rituali funebri quando un gatto moriva e si rasavano le sopracciglia in segno di lutto. Anche l'Islam ha molto rispetto dei gatti, possono circolare liberamente nelle moschee poiché una storia narra che Maometto ebbe l'aiuto di un gatto per salvarsi da un serpente. Il gatto che ci vive a fianco è un maestro, più lo si osserva più è possibile apprendere, a volte invece non facciamo nemmeno caso al fatto che anche i gatti hanno le ciglia.
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