venerdì 7 febbraio 2014

THE CHINA STUDY - LE RICETTE

L'uscita di "The China Study", il libro del dottor T.Colin Campbell, si colloca in un momento storico che vede già molte persone operare scelte alimentari più oculate rispetto anche solo a 10 anni fa. Chi per amore degli animali, chi per rispetto di se stesso, chi perché in famiglia ha avuto casi di malattie gravi, sono diverse le motivazioni che possono avvicinare ad un tipo di di alimentazione che esclude l'utilizzo di prodotti animali e punta su una dieta a base vegetale priva di grassi, zucchero e sale. 
"The China Study - Le ricette", il ricettario curato da Leanna Campbell, figlia di T. Colin Campbell, è utile non solo a tutti coloro che hanno scelto il percorso vegan, ma anche a chi vuole semplicemente provare anche per un breve periodo di disintossicazione, dei piatti gustosi e semplici da preparare. Ciascuna delle 120 ricette, si basa 
su 3 regole fondamentali per la nostra salute: la scelta di prodotti locali e bio, l'utilizzo di alimenti integrali o comunque il meno raffinati possibile e il privilegiare i cibi sani a discapito degli integratori. Il tortino di porri, la minestra aromatica di zucca, il pane alle noci e uvetta, l'hamburger 
di ceci e spinaci, sono soltanto alcune delle ricette contenute nel libro di Leanna Campbell. Dedicato a tutti coloro che sono alla ricerca di uno stile alimentare che risuoni maggiormente con i bisogni del proprio corpo e 
con il benessere del pianeta. 

giovedì 12 settembre 2013

+ DAI + HAI


Se esistesse un modo per ottenere successo senza dedicare tutto il tempo e l’energia di cui disponiamo al lavoro e allo studio, senza dover essere per forza un genio, un figlio d’arte, un figlio di papà o un figlio di buona donna, credo che come minimo lo proverei. Qualcuno sembra averci pensato: è Adam Grant, docente della Wharton School. Nel suo libro “Più dai più hai”, che già dal titolo qualcosa fa intuire, l’autore tratta la sua teoria in merito al raggiungimento dell’affermazione di sé. Il suo pensiero non sembra aver molto a che fare con i metodi di Donald Trump, con le tecniche di Brian Tracy e nemmeno con le esperienze che si possono leggere sui libri di Robert Kiyosaky. Adam Grant sostiene che i vincenti facciano parte della categoria dei giver, ossia coloro che antepongono il dare al ricevere, in netto contrasto con i taker, che al contrario prendono e basta. Sembrerebbe una teoria alquanto bizzarra per essere partorita dal docente di una delle più autorevoli business school del mondo, tuttavia egli punta l’attenzione su come l’affermazione di sé sia sempre più correlata al modo in cui interagiamo con gli altri. Questo pensiero si inserisce facilmente in un contesto in cui molte delle idee che abbiamo ereditato da altri come ad esempio “i soldi non crescono sugli alberi”, “i ricchi sono tutti disonesti”, per citarne solo alcune, sono sempre più messe in discussione se non addirittura ribaltate. Perché i ricchi dovrebbero essere tutte persone malvagie? Per quale motivo il modo corretto di procedere verso il successo dovrebbe essere pensare prima a noi stessi e solo dopo, molto dopo agli altri?

giovedì 14 marzo 2013

PINOCCHIO E LA QABBALAH


Se si conosce anche solo qualche pubblicazione di Igor Sibaldi è facile pensare a lui come a una persona in grado di riuscire a “vedere” laddove i più guardano soltanto distrattamente. Già in passato ho avuto modo di sentirlo dare interpretazioni esoteriche di favole come Cenerentola e parlare della genialità di Walt Disney al di là dei motivi che l’hanno reso famoso, ecco perché non c’è da stupirsi davanti al connubio Pinocchio-Qaballah che Sibaldi ci presenta nel suo ultimo lavoro.


C'era una volta..."
"Un re!" diranno subito i miei piccoli lettori. "No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze."
Inizia così la storia di Pinocchio scritta da Carlo Collodi che abbiamo imparato a conoscere come una fiaba per bambini, magari dalla voce di un genitore che ce la raccontava la sera per farci addormentare. Invece l’ipotesi è che si tratti di una storia il cui compito sarebbe al contrario quello di risvegliarci, non è rivolta ai bambini e non è rivolta agli adulti, ma si riferisce alla parte bambina che è in grado, a volte, di sopravvivere nell’adulto. Non di rado le cose preziose sono nascoste dentro contenitori che reputiamo di scarso valore, è il caso delle pagine di Pinocchio, che sembrano nascondere interessanti corrispondenze con la Qaballah. Sulla Qabbalah è stato scritto di tutto ma viene sempre compreso molto poco, ogni volta che ci si avvicina a questo aspetto della mistica ebraica si ha l’impressione che le parole versate scivolino via. Si rimane così ad osservare l’Albero della vita (o sefirotico), la strutturazione grafica che unisce le 10 sephiroth (sfere), le 10 tappe di un percorso che attraverso gradini successivi, una sephira dopo l’altra conduce all’unità con Dio attraverso un lavoro pratico su se stessi. Come ogni fiaba che si rispetti l’inizio di Pinocchio recita: “c’era una volta” cioè, “tutto parte da”. Ci si aspetterebbe che partisse da un re, ma un re ha la corona, e nell’albero della vita, la corona è designata da Kether,che  si trova nella posizione più alta dell’albero, il punto d’arrivo. Ecco perché la storia non può cominciare con una corona, l’inizio appartiene ad un semplice pezzo di legno, corrispondente alla sephira di Malkuth. La sfera di Malkuth è la Sephira più bassa, il centro che rappresenta la realtà fisica, associata al pianeta terra, è la sfera in cui la maggior parte degli esseri umani si trova. A questo livello è possibile riuscire ad avere una visione della propria funzione ad un livello più elevato, del proprio "Sé superiore", che può essere interpretato come una specie di forza divina presente in ogni essere umano e la cui consapevolezza porta al risveglio della coscienza. La caratteristica principale di Malkuth è il sentirsi incompleti e, dunque, di vivere in uno stato di necessità spirituale e di bisogno fino al momento in cui si riesce a trovare una guida che riesca a condurre all'inizio del cammino, proprio come il burattino di legno a cui cresceva il naso ogni volta che diceva una bugia. Sono sempre più convinta che i simboli siano a portata di mano e serva allenare l’occhio e il cuore a una visione più profonda per poter scorgere il senso delle cose. Credo che Sibaldi con il suo dvd “Pinocchio e la Qabbalah” voglia suggerirci anche questo, accendendo una lampada come l’eremita dei tarocchi, su un sentiero, sta a noi voler sfruttare la luce che emana e cominciare a percorrerlo.





lunedì 18 febbraio 2013

TRADITORI AL GOVERNO?


A pochi giorni dalle elezioni, alcuni sembrano risvegliarsi improvvisamente da uno stato di coma per domandarsi a chi dare il proprio voto facendo full immersion di trasmissioni politiche, altri hanno le idee chiare dalla nascita e altri ancora preparano la monetina (chissà quale formato vista la crisi) per affidare la loro scelta a un testa o croce. Cosa ci spinge a dare la nostra preferenza ad un partito piuttosto che ad un altro? Il fatto che le scelte di alcuni politici siano più orientate al benessere  del paese nella sua totalità (anche quando il benessere del paese non ci tocca proprio in prima persona) o piuttosto il fatto che votando specifici personaggi politici i nostri interessi personali sarebbero più tutelati, compresa la possibilità di agire nell’illegalità? Ma è davvero possibile che tra le figure che affollano la scena politica ci sia qualcuno in grado di ridare dignità a questo paese e ai suoi cittadini? Chi stiamo andando a votare davvero: persone interessate al benessere italiano o una combriccola di passacarte della BCE? Siamo un paese del terzo mondo nella UE, usiamo l’euro facendo ancora la traduzione in lire e ci guardiamo in faccia senza capire quali siano stati i vantaggi di questo passaggio, perché a quanto pare l’euro non ha portato maggiore scelta e stabilità dei prezzi per i consumatori, non ha portato maggiore sicurezza e maggiori opportunità per le imprese e i mercati, non ha aumentato stabilità e crescita economica e non ha significato maggiore integrazione dei mercati finanziari. E’ triste pensare che chi ci governa non abbia le competenze per farlo, ma è forse più verosimile pensare l’esatto contrario arrivando alla conclusione che abbiamo dei traditori al governo. Chi ci ha portato all’attuale situazione prevedeva e accettava che saremmo arrivati esattamente dove siamo arrivati e ha quindi agito con pianificazione e per interesse.  

lunedì 4 febbraio 2013

ANCHE I GATTI HANNO LE CIGLIA.


Parlare di benessere in tutte le sue forme e non scrivere un post sui gatti sarebbe delittuoso. Il gatto è l’animale che rende possibile il contatto quotidiano tra umano e felino, pensateci la prossima volta che dovete dare un nome a un gatto e siete indecisi tra Micio e Fufi, poiché il gatto è un felino tanto quanto un leone e una tigre. Perfettamente al corrente di quanto l’umano sia poco evoluto sotto l’aspetto della telepatia, si rende necessario per il gatto avere un nome al quale rispondere nell’interazione con la nostra specie. È il felino stesso a trasmettervi il suo nome, sta a voi comprenderlo. Se il nome che gli avete dato è quello che lui stesso vi ha suggerito, vi risponderà, basterà trovare la giusta modulazione ricordando che i felini sono infastiditi dalla voce alta e dalle tonalità acute. Durante il primo incontro con lui, vi farà sapere come si chiama attraverso lo sguardo, è l’unico sforzo telepatico che vi chiede. Se non sarete in grado di individuare il suo nome, abbiate cura di attribuirgliene uno che abbia dignità e una storia positiva, i nomi portano con se delle vibrazioni.




















Il gatto è una centralina di affetto e calore, il diffusore di autostima più prossimo all’umano, ancora prima di un altro umano, perché non giudica. Non esiste problematica che un gatto non sappia attutire almeno un po’ con la sua semplice presenza. Spesso si spinge fino al sacrificio di se stesso per salvare una situazione, e può rinunciare alla vita se il suo umano di riferimento viene a mancare. E’ seriamente coinvolto dalle attività che svolgete: la lettura di un libro, il bucato da stendere, il letto da rifare, l’armadio da riordinare,  la tavola da apparecchiare, la lettura di un libro o di una rivista, la scrittura al computer, il suo interesse si spinge anche a comprendere il funzionamento di i-phone e i-pad. 




















Sono tantissimi i territori in cui si sperimenta, dalla caccia, al salto, a complicate operazioni di sincronismo che prevedono la coordinazione di entrambe le abilità. A volte anche un animale elegante, agile e perfettamente coordinato come lui può incontrare qualche esperienza fallimentare: è di fondamentale importanza non ridere mai davanti a una prova non perfettamente riuscita, in fin dei conti lui non vi giudica mai, nemmeno se non pagate il canone rai o vi vestite in modo improbabile. Un'altro motivo di frustrazione per il gatto è la coda che potreste inavvertitamente pestargli. Il gatto non solo non comprende il concetto: "mi dispiace" ma non si spiega come un animale che si reputa più evoluto di lui possa incorrere in errori così grossolani godendo tra l'altro di un punto di vista avvantaggiato rispetto al suo. Il gatto pensa di essere fatto di una sostanza simile all'acqua, ogni giorno mette alla prova la sua capacità di adattarsi a recipienti di differente forma e dimensione.




















Un'altra peculiarità del gatto è quella di riuscire a smaterializzarsi, non di rado accade che pur cercandolo in tutta la stanza sia impossibile trovarlo e improvvisamente appaia in uno dei punti dove avete guardato più volte.
Gli egizi lo veneravano fino al punto di effettuare dei veri e propri rituali funebri quando un gatto moriva e si rasavano le sopracciglia in segno di lutto. Anche l'Islam ha molto rispetto dei gatti, possono circolare liberamente nelle moschee poiché una storia narra che Maometto ebbe l'aiuto di un gatto per salvarsi da un serpente. Il gatto che ci vive a fianco è un maestro, più lo si osserva più è possibile apprendere, a volte invece non facciamo nemmeno caso al fatto che anche i gatti hanno le ciglia.