Se esistesse un modo per ottenere successo senza dedicare tutto il
tempo e l’energia di cui disponiamo al lavoro e allo studio, senza dover essere
per forza un genio, un figlio d’arte, un figlio di papà o un figlio di buona
donna, credo che come minimo lo proverei. Qualcuno sembra averci pensato: è Adam Grant, docente della Wharton School. Nel suo libro “Più dai più hai”, che
già dal titolo qualcosa fa intuire, l’autore tratta la sua teoria in merito al
raggiungimento dell’affermazione di sé. Il suo pensiero non sembra aver molto a
che fare con i metodi di Donald Trump, con le tecniche di Brian Tracy e nemmeno
con le esperienze che si possono leggere sui libri di Robert Kiyosaky. Adam Grant sostiene che i vincenti facciano parte della categoria dei giver, ossia
coloro che antepongono il dare al ricevere, in netto contrasto con i taker, che
al contrario prendono e basta. Sembrerebbe una teoria alquanto bizzarra per
essere partorita dal docente di una delle più autorevoli business school del
mondo, tuttavia egli punta l’attenzione su come l’affermazione di sé sia sempre
più correlata al modo in cui interagiamo con gli altri. Questo pensiero si
inserisce facilmente in un contesto in cui molte delle idee che abbiamo
ereditato da altri come ad esempio “i soldi non crescono sugli alberi”, “i
ricchi sono tutti disonesti”, per citarne solo alcune, sono sempre più messe in
discussione se non addirittura ribaltate. Perché i ricchi dovrebbero essere
tutte persone malvagie? Per quale motivo il modo corretto di procedere verso il
successo dovrebbe essere pensare prima a noi stessi e solo dopo, molto dopo
agli altri?

Nessun commento:
Posta un commento