giovedì 12 settembre 2013

+ DAI + HAI


Se esistesse un modo per ottenere successo senza dedicare tutto il tempo e l’energia di cui disponiamo al lavoro e allo studio, senza dover essere per forza un genio, un figlio d’arte, un figlio di papà o un figlio di buona donna, credo che come minimo lo proverei. Qualcuno sembra averci pensato: è Adam Grant, docente della Wharton School. Nel suo libro “Più dai più hai”, che già dal titolo qualcosa fa intuire, l’autore tratta la sua teoria in merito al raggiungimento dell’affermazione di sé. Il suo pensiero non sembra aver molto a che fare con i metodi di Donald Trump, con le tecniche di Brian Tracy e nemmeno con le esperienze che si possono leggere sui libri di Robert Kiyosaky. Adam Grant sostiene che i vincenti facciano parte della categoria dei giver, ossia coloro che antepongono il dare al ricevere, in netto contrasto con i taker, che al contrario prendono e basta. Sembrerebbe una teoria alquanto bizzarra per essere partorita dal docente di una delle più autorevoli business school del mondo, tuttavia egli punta l’attenzione su come l’affermazione di sé sia sempre più correlata al modo in cui interagiamo con gli altri. Questo pensiero si inserisce facilmente in un contesto in cui molte delle idee che abbiamo ereditato da altri come ad esempio “i soldi non crescono sugli alberi”, “i ricchi sono tutti disonesti”, per citarne solo alcune, sono sempre più messe in discussione se non addirittura ribaltate. Perché i ricchi dovrebbero essere tutte persone malvagie? Per quale motivo il modo corretto di procedere verso il successo dovrebbe essere pensare prima a noi stessi e solo dopo, molto dopo agli altri?

giovedì 14 marzo 2013

PINOCCHIO E LA QABBALAH


Se si conosce anche solo qualche pubblicazione di Igor Sibaldi è facile pensare a lui come a una persona in grado di riuscire a “vedere” laddove i più guardano soltanto distrattamente. Già in passato ho avuto modo di sentirlo dare interpretazioni esoteriche di favole come Cenerentola e parlare della genialità di Walt Disney al di là dei motivi che l’hanno reso famoso, ecco perché non c’è da stupirsi davanti al connubio Pinocchio-Qaballah che Sibaldi ci presenta nel suo ultimo lavoro.


C'era una volta..."
"Un re!" diranno subito i miei piccoli lettori. "No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze."
Inizia così la storia di Pinocchio scritta da Carlo Collodi che abbiamo imparato a conoscere come una fiaba per bambini, magari dalla voce di un genitore che ce la raccontava la sera per farci addormentare. Invece l’ipotesi è che si tratti di una storia il cui compito sarebbe al contrario quello di risvegliarci, non è rivolta ai bambini e non è rivolta agli adulti, ma si riferisce alla parte bambina che è in grado, a volte, di sopravvivere nell’adulto. Non di rado le cose preziose sono nascoste dentro contenitori che reputiamo di scarso valore, è il caso delle pagine di Pinocchio, che sembrano nascondere interessanti corrispondenze con la Qaballah. Sulla Qabbalah è stato scritto di tutto ma viene sempre compreso molto poco, ogni volta che ci si avvicina a questo aspetto della mistica ebraica si ha l’impressione che le parole versate scivolino via. Si rimane così ad osservare l’Albero della vita (o sefirotico), la strutturazione grafica che unisce le 10 sephiroth (sfere), le 10 tappe di un percorso che attraverso gradini successivi, una sephira dopo l’altra conduce all’unità con Dio attraverso un lavoro pratico su se stessi. Come ogni fiaba che si rispetti l’inizio di Pinocchio recita: “c’era una volta” cioè, “tutto parte da”. Ci si aspetterebbe che partisse da un re, ma un re ha la corona, e nell’albero della vita, la corona è designata da Kether,che  si trova nella posizione più alta dell’albero, il punto d’arrivo. Ecco perché la storia non può cominciare con una corona, l’inizio appartiene ad un semplice pezzo di legno, corrispondente alla sephira di Malkuth. La sfera di Malkuth è la Sephira più bassa, il centro che rappresenta la realtà fisica, associata al pianeta terra, è la sfera in cui la maggior parte degli esseri umani si trova. A questo livello è possibile riuscire ad avere una visione della propria funzione ad un livello più elevato, del proprio "Sé superiore", che può essere interpretato come una specie di forza divina presente in ogni essere umano e la cui consapevolezza porta al risveglio della coscienza. La caratteristica principale di Malkuth è il sentirsi incompleti e, dunque, di vivere in uno stato di necessità spirituale e di bisogno fino al momento in cui si riesce a trovare una guida che riesca a condurre all'inizio del cammino, proprio come il burattino di legno a cui cresceva il naso ogni volta che diceva una bugia. Sono sempre più convinta che i simboli siano a portata di mano e serva allenare l’occhio e il cuore a una visione più profonda per poter scorgere il senso delle cose. Credo che Sibaldi con il suo dvd “Pinocchio e la Qabbalah” voglia suggerirci anche questo, accendendo una lampada come l’eremita dei tarocchi, su un sentiero, sta a noi voler sfruttare la luce che emana e cominciare a percorrerlo.





lunedì 18 febbraio 2013

TRADITORI AL GOVERNO?


A pochi giorni dalle elezioni, alcuni sembrano risvegliarsi improvvisamente da uno stato di coma per domandarsi a chi dare il proprio voto facendo full immersion di trasmissioni politiche, altri hanno le idee chiare dalla nascita e altri ancora preparano la monetina (chissà quale formato vista la crisi) per affidare la loro scelta a un testa o croce. Cosa ci spinge a dare la nostra preferenza ad un partito piuttosto che ad un altro? Il fatto che le scelte di alcuni politici siano più orientate al benessere  del paese nella sua totalità (anche quando il benessere del paese non ci tocca proprio in prima persona) o piuttosto il fatto che votando specifici personaggi politici i nostri interessi personali sarebbero più tutelati, compresa la possibilità di agire nell’illegalità? Ma è davvero possibile che tra le figure che affollano la scena politica ci sia qualcuno in grado di ridare dignità a questo paese e ai suoi cittadini? Chi stiamo andando a votare davvero: persone interessate al benessere italiano o una combriccola di passacarte della BCE? Siamo un paese del terzo mondo nella UE, usiamo l’euro facendo ancora la traduzione in lire e ci guardiamo in faccia senza capire quali siano stati i vantaggi di questo passaggio, perché a quanto pare l’euro non ha portato maggiore scelta e stabilità dei prezzi per i consumatori, non ha portato maggiore sicurezza e maggiori opportunità per le imprese e i mercati, non ha aumentato stabilità e crescita economica e non ha significato maggiore integrazione dei mercati finanziari. E’ triste pensare che chi ci governa non abbia le competenze per farlo, ma è forse più verosimile pensare l’esatto contrario arrivando alla conclusione che abbiamo dei traditori al governo. Chi ci ha portato all’attuale situazione prevedeva e accettava che saremmo arrivati esattamente dove siamo arrivati e ha quindi agito con pianificazione e per interesse.  

lunedì 4 febbraio 2013

ANCHE I GATTI HANNO LE CIGLIA.


Parlare di benessere in tutte le sue forme e non scrivere un post sui gatti sarebbe delittuoso. Il gatto è l’animale che rende possibile il contatto quotidiano tra umano e felino, pensateci la prossima volta che dovete dare un nome a un gatto e siete indecisi tra Micio e Fufi, poiché il gatto è un felino tanto quanto un leone e una tigre. Perfettamente al corrente di quanto l’umano sia poco evoluto sotto l’aspetto della telepatia, si rende necessario per il gatto avere un nome al quale rispondere nell’interazione con la nostra specie. È il felino stesso a trasmettervi il suo nome, sta a voi comprenderlo. Se il nome che gli avete dato è quello che lui stesso vi ha suggerito, vi risponderà, basterà trovare la giusta modulazione ricordando che i felini sono infastiditi dalla voce alta e dalle tonalità acute. Durante il primo incontro con lui, vi farà sapere come si chiama attraverso lo sguardo, è l’unico sforzo telepatico che vi chiede. Se non sarete in grado di individuare il suo nome, abbiate cura di attribuirgliene uno che abbia dignità e una storia positiva, i nomi portano con se delle vibrazioni.




















Il gatto è una centralina di affetto e calore, il diffusore di autostima più prossimo all’umano, ancora prima di un altro umano, perché non giudica. Non esiste problematica che un gatto non sappia attutire almeno un po’ con la sua semplice presenza. Spesso si spinge fino al sacrificio di se stesso per salvare una situazione, e può rinunciare alla vita se il suo umano di riferimento viene a mancare. E’ seriamente coinvolto dalle attività che svolgete: la lettura di un libro, il bucato da stendere, il letto da rifare, l’armadio da riordinare,  la tavola da apparecchiare, la lettura di un libro o di una rivista, la scrittura al computer, il suo interesse si spinge anche a comprendere il funzionamento di i-phone e i-pad. 




















Sono tantissimi i territori in cui si sperimenta, dalla caccia, al salto, a complicate operazioni di sincronismo che prevedono la coordinazione di entrambe le abilità. A volte anche un animale elegante, agile e perfettamente coordinato come lui può incontrare qualche esperienza fallimentare: è di fondamentale importanza non ridere mai davanti a una prova non perfettamente riuscita, in fin dei conti lui non vi giudica mai, nemmeno se non pagate il canone rai o vi vestite in modo improbabile. Un'altro motivo di frustrazione per il gatto è la coda che potreste inavvertitamente pestargli. Il gatto non solo non comprende il concetto: "mi dispiace" ma non si spiega come un animale che si reputa più evoluto di lui possa incorrere in errori così grossolani godendo tra l'altro di un punto di vista avvantaggiato rispetto al suo. Il gatto pensa di essere fatto di una sostanza simile all'acqua, ogni giorno mette alla prova la sua capacità di adattarsi a recipienti di differente forma e dimensione.




















Un'altra peculiarità del gatto è quella di riuscire a smaterializzarsi, non di rado accade che pur cercandolo in tutta la stanza sia impossibile trovarlo e improvvisamente appaia in uno dei punti dove avete guardato più volte.
Gli egizi lo veneravano fino al punto di effettuare dei veri e propri rituali funebri quando un gatto moriva e si rasavano le sopracciglia in segno di lutto. Anche l'Islam ha molto rispetto dei gatti, possono circolare liberamente nelle moschee poiché una storia narra che Maometto ebbe l'aiuto di un gatto per salvarsi da un serpente. Il gatto che ci vive a fianco è un maestro, più lo si osserva più è possibile apprendere, a volte invece non facciamo nemmeno caso al fatto che anche i gatti hanno le ciglia.



giovedì 24 gennaio 2013

SE TANTO NON CI CREDI, PERCHE' CONTINUI A CHIEDERMI DI LEGGERTI I TAROCCHI?

Per curiosità, sfida, noia, disagio, interesse verso la materia, gioco. Possono essere tanti i motivi che spingono a chiedere una lettura di tarocchi. Nessuno ci crede, ma intanto... Operazione inutile quella di noti programmi televisivi che imperversano su cartomanti, maghi, guaritori veri o presunti, la reputazione di chi legge il Tarot in maniera professionale e seria è affondata da un pezzo e trovare esperti del settore capaci e affidabili è sempre più difficile. Di questo bisogna ringraziare anche chi ha permesso che i tarocchi venissero considerati al pari di un numero circense: gli stessi cartomanti o comunque, molti tra loro. La tarologia prende le distanze dalla cartomanzia ponendosi come vero e proprio studio del logos dei tarocchi. Ci troviamo quindi davanti a una lingua vera e propria, di cui il tarologo nel modo più oggettivo possibile, si fa interprete. L'ASSOCIAZIONE TAROLOGI ITALIANI nasce come strumento di tutela e di trasparenza della categoria, l'associazione è apolitica e non ha scopo di lucro. Consiglio una visita al sito dell' ACCADEMIA DEI TAROCCHI per provare una lettura gratuita. L'Accademia dei tarocchi è stata fondata con il proposito di divulgare una nuova prospettiva rispetto all'essenza e all'autentico significato del Tarot.



martedì 15 gennaio 2013

IL SISTEMA DI GUARIGIONE DELLA DIETA SENZA MUCO - PROF. ARNOLD EHRET

Tengo ad inserire questo post sul professor Ehret perché la lettura del suo libro mi ha dato molti spunti di riflessione rispetto all'alimentazione che come onnivori seguiamo, fidandoci solamente della gola e trascurando troppo spesso l'aspetto salutare dei cibi. Non sono un medico, né mi fido della medicina tradizionale e penso che neanche Arnold Ehret fosse un medico tradizionale. Condivido molto di ciò che scrive, questo non significa che si debba passare da una fiorentina al sangue, al digiuno, coscienza nelle cose :-)


Dopo che gli fu diagnosticata una malattia mortale, il professor Ehret nel 1922 prese a fare una serie di studi e ricerche che lo portarono alla scoperta di un metodo di guarigione basato su una dieta a base di frutta e verdura e digiuni più o meno lunghi. Secondo la sua ricerca ogni malattia è causata dall'inquinamento del corpo di muco tossine e pus messi in circolo da cibi e farmaci non adeguatamente espulsi, ecco perché la dieta da lui ideata non aveva come scopo quello della nutrizione ma della pulizia. Secondo Ehret vitalità forza ostruzione
La vitalità non dipende primariamente dal cibo ma da quanto le funzioni della macchina umana sono ostacolate e intasate dall'ostruzione di muco e tossine. I cibi che producono muco, ovvero una sostanza collosa che si crea all'interno di intestino e stomaco, sono: carne, pesce, uova, farine bianche e latticini. Immaginate che i vostri organi interni, siano ricoperti di vinavil, come potrebbero riuscire a svolgere efficacemente il loro compito?

















IL DIGIUNO
Le persone magre possono digiunare più facilmente e più a lungo delle persone grasse, più il corpo è privo di tossine e 
muco, più facilmente e a lungo si può digiunare. Il digiuno va preparato con una dieta di eliminazione e lassativa.
La teoria della discendenza dimostra che l'uomo appartiene a una famiglia di primati esclusivamente frugivora. L'uomo adulto non ha bisogno di così tante proteine: il latte materno ne contiene dal 2,5 al 3%, le mucche non bevono latte per produrre latte. Nel corpo pulito, libero da tossine, gli alimenti più carenti di proteine come la frutta, sviluppano grande energia. Per Ippocrate, più dai cibo a una persona malata più le nuoci: IL TUO CIBO SARA' LA TUA MEDICINA E LA TUA MEDICINA SARA' IL TUO CIBO.
Salute e malattia dipendono al 99,99% dal cibo, ogni animale ammalato rifiuta il cibo, l'istinto animale di rispondere a qualunque malattia (perfino a un incidente) con il digiuno, è la dimostrazione naturale di come salute e malattia dipendano principalmente dall'assunzione o meno di cibo (pensateci la prossima volta che state per ingollare un analgesico dopo giorni di cotechino). In fase di malattia assumere farmaci significa interrompere il processo naturale di eliminazione delle scorie. Tutti i frutti, crudi o cotti, anche la frutta secca e i vegetali a foglia verde, non producono muco.
Il beneficio del cibo crudo è nel sollievo dalla costipazione dovuto alla fibra grezza dei vegetali crudi che spazzano via il muco dall'intestino.




















Nel suo libro IL SISTEMA DI GUARIGIONE DELLA DIETA SENZA MUCO vengono elencati anche diversi esempi di ricette per depurare l'organismo, per i più audaci.


mercoledì 2 gennaio 2013

CHI DI VOI HA ZERO LIMITS?




Nel suo libro Zero Limits Joe Vitale accende i riflettori su un metodo di trasformazione dell'esistenza di origini awaiane e ci illustra come attraverso la continua ripetizione di poche parole, sia possibile modificare radicalmente situazioni che ristagnano anche da lungo tempo. Il metodo trattato nel libro pone le sue radici nell'idea che ciascun individuo ha piena responsabilità su ciò che accade nella sua esistenza, di conseguenza, ha anche pieno potere di "guarire" qualunque problema gli si presenti. Ciò avviene attraverso la ripetizione delle parole "Mi dispiace, ti prego perdonami, ti amo, grazie".  Chi di voi è disposto a prendersi piena responsabilità di tutto ciò che accade nella sua vita, da un licenziamento a un terremoto? Ambasciator non porta pena. 
Riporto di seguito i punti sottolineati dalla mia copia del libro:


1 Quando il nulla si vide allo specchio nacque l’universo.
2 Gli errori sorgono da pensieri contaminati da ricordi dolorosi.
3 Se sono responsabile del mio problema al 100%, sono responsabile della soluzione al 100%. 
4 La memoria è pensare, l’ispirazione è permettere. 
5 Quando scoprite qualcosa che non vi piace in qualcuno, l’avete anche voi e ripulendola in voi stessi, sparirà anche nell’altra persona. 
6 C’è più confusione nel definire un problema che nella sua causa. 
7 Trovate dentro di voi la cosa in comune con l’esperienza fuori di voi. 
Se crei la tua realtà, crei tutto ciò che vedi, anche le parti che non ti piacciono, “ti amo, ti prego, mi dispiace, perdonami” sono le parole da ripetere al divino per ripulire l’energia in comune. 
9 La mente è destinata a fallire, per sopravvivere ha bisogno di crearsi dipendenze piacevoli. 
10 Quando risveglio me, risveglio voi. 
11 La gente non ottiene ciò che dice, ma ciò che sente. 
12 La preghiera serve a chiedere perdono per qualunque cosa in voi abbia provocato le conseguenze esterne.

martedì 1 gennaio 2013

AUMENTA IL TUO Q.I. FINANZIARIO

Desidero iniziare questo nuovo anno con un post su  ROBERT T. KIYOSAKI, l'autore del famoso libro PADRE RICCO, PADRE POVERO. Con l'augurio per un 2013 prosperoso, ecco alcuni dei passaggi tratti da AUMENTA IL TUO Q.I. FINANZIARIO, che mi hanno colpito.  
















1 Quando non puoi cambiare un sistema, l’unico modo per avere successo è manipolarlo.

2 Povertà è avere più problemi che soluzioni.


3 Più problemi degli altri sarai disposto a risolvere, più sarai ricco.


4 Crea un’eccedenza di budget, non un disavanzo. Fallo aumentando il reddito, non riducendo le spese.

5 Creare un’eccedenza di budget deve essere una priorità: fa in modo che il risparmio e gli investimenti siano al secondo posto ed elencali nel rendiconto annuale. 

6 Il 30% del reddito dev’essere usato per investire, il rimanente per pagare.

7 Il debito buono è quello che qualcuno paga per te e ti arricchisce, il debito cattivo è quello devi pagare tu e che ti impoverisce, il debito cattivo arriva generalmente da un passivo.

8 Un immobile non aumenta di valore, è la moneta corrente che lo perde e perciò ne serve di più per acquistarlo.

9 Meno l’investimento è convertibile in liquidi, più bisogna essere informati sulle tendenze di mercato.

10 Un rendiconto annuale è un riflesso della tua integrità finanziaria.

11 Se non sei un marchio, sei una merce, i marchi hanno più valore intrinseco poiché vendono un modo di essere.

12 Effetto di leva: un medico che cura un paziente non ha effetto di leva, un medico che inventa una nuova cura si.

13 Espansibilità: effetto di espansione della leva. Es: se un libro è la leva, farlo stampare in altre lingue e paesi può aumentarla.

14 Vivere al di sotto della media e diversificare è un consiglio nella media, pertanto ne deriva uno stile di vita nella media.

15 Il subconscio non è intelligente ma reattivo e non sa soppesare i pro e i contro.

16 Quando discuti con un idiota, il problema è che ben presto ci sono due idioti: tu e la persona con cui stai discutendo.

17 Per cambiare la tua vita cambia il tuo ambiente. Se vuoi arricchirti hai bisogno di trovare un ambiente che favorisca l’arricchimento.

LE ABITUDINI DA UN MILIONE DI EURO - IL SUCCESSO SECONDO BRIAN TRACY - 5

Quinta e ultima parte del seminario di Brian Tracy "Abitudini da un milione di euro"


LA NEGOZIAZIONE 

1 Tutto è negoziabile, ogni numero può essere cambiato perché ogni numero è stato fissato da qualcuno, non accettare mai un prezzo per quello che è, arriva a colui che decide il prezzo, non avere paura di domandare: abituati a chiedere una stanza migliore, un tavolo migliore, un posto di prima classe in treno o in aereo.

2 Punta alla formula win win: entrambi devono avvertire la sensazione di aver vinto.

3 La conoscenza dei bisogni dell’altro: informati sulla situazione finanziaria dell'altro. Individuazione: identificati con il cliente mostrando di volergli venire incontro. Ricompense e punizioni: mostra all'altro quali sono i plus e i minus del concludere un affare con te: "se compri da me questi sono i benefici, se non compri da me questi sono gli svantaggi." Emozioni: le emozioni possono aiutare o rendere difficoltoso un affare, troppo coinvolgimento riduce il potere, pertanto non dimistrare un eccessivo interesse.

4 Il tempo è importante, agisci come se ci fosse tutto il tempo. Fissa delle scadenze, fai un'offerta a tempo.
Ritardo: rimanda la decisione, guadagna tempo prima di dare una risposta. Non decidere mai al momento, prenditi 24 ore.

5 Sviluppa scelte, opzioni: più opzioni hai più sei forte. Questo ti dà modo di aumentare il prezzo, più opzioni abbiamo, più siamo liberi.

6 Sapere cosa si vuole: cosa vuoi ottenere? Cosa sei disposto a cedere?

7 La preparazione è la chiave del successo nella negoziazione. Pensa a quali sono le tue principali preoccupazioni e quelle della controparte. Devi aver chiaro qual è il massimo prezzo che sei disposto a pagare.

8 La legge del 4: un negoziato funziona se le priorità sono diverse tra uno e l'altro. Se per te sono importanti i soldi, per l'altro dev'essere importante un aspetto diverso. Le 4 questioni sono prodotto, prezzo, condizioni consegne

Come farsi abbassare un prezzo: 
- offri un prezzo ridicolmente basso in contante per farlo crollare. 
- se stai in silenzio davanti a un prezzo come se fosse il prezzo piu alto mai visto, se c’è margine di ribasso ti verrà ribassato. 
- in fase di chiusura dell'acquisto cerca di farti fare un omaggio: "compro il vestito ma mi regali la camicia?"  
- minaccia di andare via per ottenere il prezzo migliore. Solo quando sei disposto ad andartene scopri qual è il prezzo più basso.

9 Nessun negoziato è l ultima parola. Se qualcosa cambia dobbiamo prendere atto e rinegoziare le condizioni.

PER CONCLUDERE

1 Diventa serio e impegnato per quanto riguarda la tua decisione di arrivare in alto.

2 Individua la competenza più limitante che hai, accettala e  investi per farla crescere.

3 Associati alle persone giuste, positive, sane, ambiziose, dedicate all'eccellenza, che hanno obiettivi, determinate a fare qualcosa di grande con la loro vita ed evita le persone negative.

4 Prenditi cura eccellente della salute fisica, mangia bene, fai esercizio e ricordati che sei di grande valore.

5 Ricorda che le tue immagini mentali determinano le tue performnces e tutti i miglioramenti della tua vita cominciano con un miglioramento delle immagini mentali. Controlla il dialogo interiore, il 90% delle nostre emozioni sono determinate dalle nostre immagini mentali.

6 Agisci, datti da fare, sviluppa l'abitudine all'orientamento all' azione e agisci velocemente: più velocemente ti muovi, più generi energia.

LE ABITUDINI DA UN MILIONE DI EURO - IL SUCCESSO SECONDO BRIAN TRACY - 4

Quarto appuntamento con le tecniche di Brian Tracy per aumentare il proprio reddito diventando un venditore migliore.


Le persone che hanno più successo negli affari sono quelle che sviluppano relazioni di alta qualità. Un potenziale acquirente non potrà acquistare fino a quando non sarà in grado di avere l’immagine di se stesso che utilizza il prodotto. Il cliente vuole innanzitutto stabilire un rapporto. Qualunque cosa tu venda c’è qualcuno che la vende meglio. Nessuno è obbligato a comprare da te. Le ragioni che spingono a comprare da te anziché da un altro, sono che ti vedono come amico e si sentono a proprio agio. 

QUALI SONO LE RAGIONI PRINCIPALI PER CUI SI FA UN ACQUISTO? 

Reputazione, servizio, affidabilità, reattività, qualità delle relazioni tra il venditore e l'acquirente. Il fattore più importante è la credibilità, quanto siamo credibili, quanta fiducia riusciamo a ispirare. Questo è il fattore che determina il nostro reddito. Più cresce la credibilità più scende la paura e aumenta la fiducia. Tutto è importante: la puntualità, il vestito che scegliamo di indossare, la presentazione. Immagina di aver concluso la vendita, il cliente sta per firmare e gli dai una penna a basso costo. In quel momento nella mente del cliente risuona il cinguettio di un canarino: ”cheap, cheap, cheap”. Tutto determina la tua credibilità. Guardati allo specchio e chiediti se la tua immagine riflette quella di una persona nella quale può essere riposta credibilità. Il rischio nasce dalla paura e la paura è il primo motivo per cui non si compra: la paura del cliente di fare un errore, di pagare troppo, di comprare il prodotto sbagliato.


Immaginiamo un mercato competitivo: il tasso di insuccesso è del 90% e 10% di successo. 9 su 10 ti diranno no ma uno comprerà. Se questa formula è vera, ogni volta che riceverai un no, sarai sempre più vicino al tuo obiettivo. L'antidoto alla paura è il nuovo modello di vendita. Il vecchio modello è una piramide divisa in 4 parti. La parte più piccola riguarda parlare con il cliente per capire quanti soldi ha, la seconda parte è relativa alla presentazione del prodotto, la terza è la fase in cui si convince il cliente a separarsi dai suoi soldi e la rimanente è la chiusura della vendita. Il nuovo modello è una piramide invertita: Il primo 40% è l'aspetto più importante: sviluppare rapporto e fiducia. Il secondo 30% è rappresentato dall individuazione con precisione dei bisogni, più domande si fanno sui bisogni del cliente, più si genera fiducia. Il 20% è dedicato alla presentazione. Il 10% che rimane è la chiusura che diventa facile se l’impalcatura è ben costruita. La fiducia si sviluppa facendo domande sui bisogni e sui problemi del clienti. Ascoltare genera credibilità e la credibilità genera il successo delle vendite.

TECNICHE DI ASCOLTO

L'ascolto è fondamentale, bisogna ascoltare senza interrompere, è buona norma fare una pausa prima di rispondere per dare importanza all'interlocutore. Il silenzio è come comunicare al cliente che stai riflettendo su cosa stai dicendo. Fare domande per ottenere chiarimenti, non dare mai per scontato le cose, la domanda migliore è: "cosa intendi esattamente?" è la persona che fa le domande ad avere il controllo della situazione. Più domande fai più prendi controllo in modo professionale. Riformulare le parole del cliente gli dimostra che hai capito perfettamente. L'85% della vendita sarà data dalla credibilità: spiega da quanto tempo  l'azienda esiste, mostra lettere e foto di clienti soddisfatti. Una buona presentazione di vendita può portare il cliente a comprare, dunque bisogna rinnovarla continuamente.