venerdì 2 novembre 2012

IL PUZZLE DELLA VITA IN SINTESI


Riporto di seguito i passaggi del libro di Jim Rohn IL PUZZLE DELLA VITA, che hanno maggiormente attratto la mia attenzione. Partiamo dall’assunto che puoi avere più di quello che hai perché puoi diventare più di quello che sei, di conseguenza chi vuole una vita migliore deve diventare una persona migliore. Non dimentichiamo che quello che diamo attira ciò che abbiamo. Il nostro atteggiamento verso 
il futuro dipende dall’abilità di vedere il futuro: qualunque cosa la mente abbia capacità di immaginare, ha anche di creare e quando lo scopo che vogliamo raggiungere diventa allettante, ci appassioniamo ai mezzi per raggiungerlo. 
Non dobbiamo preoccuparci se il nostro modo di agire è imperfetto, ricordiamoci che un modo per imparare a far bene qualcosa è fare male qualcosa e spesso l’azione è la cura 
per un atteggiamento mediocre, solo le informazioni sbagliate possono farci prendere decisioni sbagliate. Meno capaci ci sentiamo e meno facciamo. Minore attività significa minori risultati. Debole è colui che permette al suo atteggiamento di controllare le sue azioni. Forte è colui che forza le sue azioni a controllare i suoi pensieri. La vita non è fatta per darci ricompense in proporzione ai nostri  livelli di bisogno ma 
di merito, i risultati non rispondono ai bisogni ma agli sforzi, 
al lavoro, all’azione. Per minimizzare le sfide future dobbiamo anticipare i risultati della nostra attuale negligenza. 
È nostra responsabilità fare qualcosa con quanto ci è stato donato, questo è il modo in cui si trasformano i centesimi in ricchezze e gli ostacoli in opportunità. Dunque prendiamo tutto ciò che siamo e abbiamo e facciamolo lavorare. Subito. Senza procrastinare, perché l’oggi è il domani di ieri. Dobbiamo trovare il modo di dimostrare all’esterno tutto il valore che abbiamo all’interno. Iniziamo subito condividendo tutto ciò che possiamo. Facciamo tutto ciò che possiamo, al meglio che possiamo e il più a lungo possibile. Chi vuole impadronirsi del successo e della felicità, dovrebbe prima impadronirsi di tutte le abilità che riesce ad acquisire miscelandole tra loro fino a far emergere un talento unico. Chi insegue una vita da sogno non dovrebbe mai fare meno di quello che può fare, poiché il male si affretta sempre a riempire il vuoto creato dall’assenza del bene. Il successo inizia dal diventare maestri dei piccoli dettagli della nostra vita. Sono le piccole discipline che portano le grandi realizzazioni, così come Il fallimento è l’accumulo lento e impercettibile di piccoli errori di giudizio ripetuti quotidianamente in un esteso arco di tempo. Le cose facili da fare sono anche facili da non fare. Se siamo abituati a spendere molto tempo o denaro in cose inconsistenti dovremmo esaminare il nostro processo decisionale. 
Lo stile di vita è l’arte di fare le cose ordinarie straordinariamente bene, è un’abilità da padroneggiare, trovate modi per portare gioia, sostanza, piacere alle vostre vite mentre perseguite i vostri obiettivi.Troviamo modi semplici per vivere in modo unico. Un’esistenza più ricca non significa necessariamente uno stile di vita più piacevole. Lo stile di vita è il risultato del vivere di più e non dell’avere di più: infondiamo unicità e felicità al nostro patrimonio attuale, iniziando da dove siamo e con ciò che abbiamo, impariamo a spendere piccole somme di  denaro in modo raffinato. Se vogliamo essere ricchi dobbiamo studiare la ricchezza. Se vogliamo essere felici dobbiamo studiare la felicità. La combinazione di questi due studi crea l’aura che chiamiamo stile di vita. La miscela di filosofia, atteggiamento, azioni e risultati crea il nostro stile di vita che rappresenta la nostra ricerca personale ultima.La felicità è una causa,l’abbondanza uno dei suoi effetti. La felicità deve precedere l’arrivo del successo.



mercoledì 31 ottobre 2012

COSA SONO LE DINAMICHE A SPIRALE?


Proprio quando pensi di conoscere almeno il nome di tutte le tecniche di crescita personale in circolazione (almeno in Italia), ecco che arriva qualcosa di mai sentito prima: 
Le dinamiche a spirale. Eppure pare che già negli anni 70 questo approccio psicologico fosse in uso, principalmente grazie alla teoria del dottor Clare W. Graves. Questa metodica, simile alla PNL, si propone di fornirci chiavi di lettura idonee a comprendere non solo i comportamenti umani, ma anche a prevderne quelli che si presenteranno in futuro. In sostanza, mentre applicando la programmazione neurolinguistica siamo in grado di capire come e cosa pensa una persona, la metodica della Spirale ci permette di capire il perché di suddetti pensieri. Spesso la psicologia sembra sconfinare nel territorio più impalpabile della magia, d’altro canto avere a disposizione degli strumenti che possano metterci in condizione di capire perché le persone pensano ciò che pensano, è un po’ come avere una sfera di cristallo in tasca e pronta all’uso. La naturale conseguenza dell’appropriarsi di questo metodo è scontata e si può sintetizzare nel miglioramento delle relazioni, dal contesto privato a quello professionale, ambito in cui è senzaltro possibile leggere anche un aumento della propria leadership. Vale la pena studiare The Spiral, il libro di Christopher C. Cowan, Natasha Todorovic e Claudio Bbelotti, anche solo per riuscire finalmente a comprendere perché tutto ciò che ti sembra assurdo e irrazionale, per altri è assolutamente logico.



lunedì 29 ottobre 2012

ENTUSIASMOLOGIA: LA DISCIPLINA CHE STUDIA L'ENTUSIASMO.


Possiamo fare yoga e meditazione ogni giorno, seguire un’alimentazione sana, partecipare a corsi di formazione e leggere testi di crescita personale, ma tutto questo non potrà avere che effetti limitati se viene trascurata una componente fondamentale: l’entusiasmo. Il significato di questa parola va oltre la condizione di slancio ed esaltazione, infatti l’etimologia greca riferisce lo stato di “follia” proprio dell’entusiasmo, all’essere nel divino se non addirittura alla presenza di Dio dentro l’individo. Il mondo antico teneva conto della follia in modo differente da come comunemente è intesa oggi, per quanto personaggi come Steve Jobs e il suo motto “siate affamati, siate folli”, l’abbiano in parte sdoganata. Fabio Marchesi si appropria di quello stato d’animo, di quell’atteggiamento verso le cose della vita che è l’entusiasmo, dando vita ad una disciplina per rendersi felici e fortunati: l’Entusiasmologia. La buona notizia è che non servono guru o maestri che ci aprano squarci sulla felicità, gli strumenti necessari al raggiungimento di un’esistenza piena e gioisa sono già dentro di noi. Siamo dotati di due emisferi cerebrali, spesso in conflitto tra loro, si tratta di portarli a una condizione di accordo e armonia, accogliendo non solo il lato spirituale, ma accettando anche quello più razionale, soltanto in questo modo i desideri che ci muovono diventano costruttivi, finalizzati al miglioramento e alla felicità individuale e di conseguenza del mondo.