Possiamo fare yoga e meditazione ogni giorno, seguire un’alimentazione sana, partecipare a corsi di formazione e leggere testi di crescita personale, ma tutto questo non potrà avere che effetti limitati se viene trascurata una componente fondamentale: l’entusiasmo. Il significato di questa parola va oltre la condizione di slancio ed esaltazione, infatti l’etimologia greca riferisce lo stato di “follia” proprio dell’entusiasmo, all’essere nel divino se non addirittura alla presenza di Dio dentro l’individo. Il mondo antico teneva conto della follia in modo differente da come comunemente è intesa oggi, per quanto personaggi come Steve Jobs e il suo motto “siate affamati, siate folli”, l’abbiano in parte sdoganata. Fabio Marchesi si appropria di quello stato d’animo, di quell’atteggiamento verso le cose della vita che è l’entusiasmo, dando vita ad una disciplina per rendersi felici e fortunati: l’Entusiasmologia. La buona notizia è che non servono guru o maestri che ci aprano squarci sulla felicità, gli strumenti necessari al raggiungimento di un’esistenza piena e gioisa sono già dentro di noi. Siamo dotati di due emisferi cerebrali, spesso in conflitto tra loro, si tratta di portarli a una condizione di accordo e armonia, accogliendo non solo il lato spirituale, ma accettando anche quello più razionale, soltanto in questo modo i desideri che ci muovono diventano costruttivi, finalizzati al miglioramento e alla felicità individuale e di conseguenza del mondo.

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