A pochi giorni dalle elezioni, alcuni sembrano risvegliarsi improvvisamente da uno stato di
coma per domandarsi a chi dare il proprio voto facendo full immersion di
trasmissioni politiche, altri hanno le idee chiare dalla nascita e altri ancora
preparano la monetina (chissà quale formato vista la crisi) per affidare la loro scelta a un testa o croce. Cosa ci
spinge a dare la nostra preferenza ad un partito piuttosto che ad un altro? Il
fatto che le scelte di alcuni politici siano più orientate al benessere del paese nella sua totalità (anche quando il
benessere del paese non ci tocca proprio in prima persona) o piuttosto il fatto
che votando specifici personaggi politici i nostri interessi personali sarebbero
più tutelati, compresa la possibilità di agire nell’illegalità? Ma è davvero possibile
che tra le figure che affollano la scena politica ci sia qualcuno in grado di
ridare dignità a questo paese e ai suoi cittadini? Chi stiamo andando a votare davvero:
persone interessate al benessere italiano o una combriccola di passacarte della
BCE? Siamo un paese del terzo mondo nella UE, usiamo l’euro facendo ancora la
traduzione in lire e ci guardiamo in faccia senza capire quali siano stati i
vantaggi di questo passaggio, perché a quanto pare l’euro non ha portato maggiore scelta e stabilità dei prezzi per
i consumatori, non ha portato maggiore sicurezza e maggiori opportunità per le
imprese e i mercati, non ha aumentato stabilità e crescita economica e non ha
significato maggiore integrazione dei mercati finanziari. E’ triste pensare che
chi ci governa non abbia le competenze per farlo, ma è forse più verosimile
pensare l’esatto contrario arrivando alla conclusione che abbiamo dei traditori al governo. Chi ci ha portato all’attuale
situazione prevedeva e accettava che saremmo arrivati esattamente dove siamo
arrivati e ha quindi agito con pianificazione e per interesse.

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